Alimentazione

Caffè e Caffeina: verità e falsi miti

Il caffè una bevanda popolare in tutto molto e molto antica, ottenuta dalla macinazione e torrefazione dei semi della pianta Coffea. Sebbene le principali varietà vengano coltivate in Sud America, in Africa e in India, la caffeina contenuta in questa pianta è tra i principi attivi “più amati”.
Data la sua diffusione accade spesso che si creino dei falsi miti:

La caffeina fa male?” oppure “Il caffè del bar contiene più caffeina?” sono solo alcune delle domande alle quali cercheremo di rispondere.

Il caffè del bar ha più caffeina

Falso.

Generalmente si tende ad associare il sapore più intenso dell’espresso nelle tazzine del bar ad una maggiore concentrazione di caffeina rispetto a quello che ci si prepara a casa con la moka, ma non è così. Il contatto tra acqua calda e caffè è infatti più lungo nel secondo caso circa 1-2 minuti contro i 30 secondi delle macchine da bar e porta, quindi, a estrarre più caffeina dalla polvere macinata. Pertanto, dal punto di vista tecnico, potrebbe essere il caffè di casa a contenere più caffeina.

La caffeina fa male al fegato

Falso. 
Diversi studi scientifici hanno dimostrato come il consumo di modiche quantità di caffè possa avere effetti benefici e protettivi sull’organismo. In particolare, è stato scongiurato il collegamento tra caffeina e cirrosi epatica, un’infiammazione cronica del fegato che può avere delle complicazioni molto serie.

Il caffè può aiutare a restare svegli

Vero.

Durante la giornata, quando ci si sente particolarmente stanchi, il cervello produce una sostanza che si chiama adenosina che segnala uno stato di affaticamento e che induce la sensazione di sonno. Maggiori sono le attività che svolgiamo, più adenosina verrà prodotta dal cervello fino a quando raggiunge una soglia critica che induce l’organismo “a difendersi” inducendo la percezione della sonnolenza.
La caffeina può interferire con questo processo e allungare il periodo di veglia. Non bisogna però abusare di questa sostanza in quanto il sonno costituisce un momento essenziale per il nostro organismo. Un uso eccessivo di caffeina può infatti contribuire ai problemi di insonnia.

Il caffè decaffeinato contiene solventi

Falso.
L’estrazione della caffeina con solventi è un metodo poco utilizzato e che viene eseguita sul caffè verde prima di diversi processi ad elevate temperature che rimuove del tutto i solventi utilizzati. I chicchi decaffeinati vengono infatti trattati con vapore, essiccati e tostati: questi passaggi, che utilizzano calore, permettono l’allontanamento definitivo dei solventi utilizzati.
In alternativa a questo metodo di estrazione poco utilizzata vengono impiegati altri due processi più comuni:
estrazione della caffeina con acqua: in questo primo caso viene portato ad ebollizione una determinata quantità di acqua con del caffè alla quale si aggiungono circa 10 g di carbonato di calcio.
estrazione della caffeina con CO2: i chicchi del caffè vengono prima inumiditi con il vapore dell’acqua e poi messi in contatto con l’anidride carbonica. Viene quindi aumentata la pressione e la temperatura fino a quando la CO2 assume caratteristiche intermedie tra il gas e il liquido

Quanto caffè si può bere al giorno?

Un adulto sano può assumere fino a quattro caffè al giorno, senza riscontrare particolari conseguenze sul metabolismo: si parla, in totale, di circa 300/400 mg di caffeina al giorno distribuiti in circa 85/90gr di caffeina in ciascuna tazzina di espresso.
Si ricorda che le persone in particolari condizioni di salute (es: cardiopatici) o le donne in gravidanza dovrebbero provare a ridurre il consumo di caffè e affidarsi al proprio medico curante.