Intestino

Probiotici: che cosa sono?

Esplorare i Probiotici

Negli ultimi anni, i probiotici hanno guadagnato sempre più attenzione nel mondo della salute e del benessere. Ne sentiamo spesso parlare, infatti, a proposito della flora intestinale, di cui favoriscono l’equilibrio.  Addentriamoci allora nel mondo affascinante dei probiotici, esplorando le loro caratteristiche, gli alimenti fermentati che li contengono, e come questi differiscono dagli altri alimenti fermentati.

Cos'è un probiotico?

La definizione ufficiale della FAO e dell’OMS (Organizzazione Mondiale di Sanità) ci dice che i probiotici sono “microrganismi vivi presenti negli alimenti o aggiunti ad essi che apportano un beneficio alla salute dell’ospite quando somministrati in quantità adeguata”. È questo il motivo per cui spesso vengono indicati come “batteri buoni”, o come “fermenti probiotici benefici”.

E non basta che ci siano, in un alimento: devono esserci in quantità consistente, ci dice la definizione, altrimenti non potremo aspettarci nessun vantaggio dalla loro assunzione.

Quale sia questa quantità ce lo dice il nostro Ministero della Salute, che ha stabilito che “la porzione di prodotto raccomandata per il consumo giornaliero deve contenere una quantità pari a un miliardo cellule vive per almeno uno dei ceppi presenti”. Minimo un miliardo di fermenti probiotici al giorno, quindi.

E cosa fa questo esercito di probiotici? “Favorisce l’equilibrio della flora intestinale”, riportano le linee guida ministeriali.

Le proprietà probiotiche, benefici compresi, sono ceppo-specifiche, cioè possono essere presenti in un ceppo batterico e non in un altro a lui simile, appartenente alla stessa specie. Quando si tratta di probiotici, quindi, è fondamentale conoscere il ceppo di cui parliamo, solitamente indicato sulla confezione del prodotto che lo contiene. Ecco perché ogni bottiglietta di Yakult riporta il nome di L. casei Shirota, il suo ceppo probiotico specifico.

Che caratteristiche deve avere un probiotico?

Un probiotico deve essere innanzitutto sicuro per l’impiego nell’uomo: di questo aspetto si è occupata la European Food Safety Agency (EFSA), che ha prodotto un elenco delle specie approvate. I ceppi probiotici devono quindi appartenere a una delle specie in elenco, e possedere una storia di utilizzo tradizionale per integrare la flora intestinale dell’uomo.

Un probiotico deve inoltre poter superare la barriera dei succhi digestivi in modo da arrivare attivo in buona quantità nell’intestino, dove deve poi essere in grado di moltiplicarsi (deve, cioè, “colonizzare” temporaneamente l’intestino). Quando sentiamo parlare di “probiotici intestinali”, spesso si intende proprio questa caratteristica, importante per favorire l’equilibrio del microbiota.

La quantità minima di probiotici perché questo avvenga è di un miliardo di “fermenti vivi” al giorno: la porzione giornaliera raccomandata per un prodotto con probiotici deve quindi contenere almeno quella quantità.

Alimenti fermentati con e senza probiotici

Spesso si pensa che tutti gli alimenti fermentati contengano probiotici… ma non è così. In realtà, sono pochi quelli che li contengono davvero.
Perché? Dipende da due fattori: la presenza di fermenti vivi e la loro capacità di agire come veri probiotici.

Partiamo da alimenti che sono stati ottenuti per fermentazione: i crauti in lattina, per esempio, nascono infatti dalla fermentazione dei cavoli, ma il trattamento termico li rende più conservabili eliminando tutti i microrganismi. Restano quindi alimenti fermentati, ma senza fermenti vivi al momento dell’assunzione.
Diverso il caso di yogurt o kefir: possono contenere fermenti vivi, ma non sempre probiotici. Per esserlo, devono includere ceppi specifici in grado di sopravvivere alla digestione e arrivare attivi all’intestino.

Riassumendo, gli alimenti fermentati contengono probiotici solo se includono ceppi vivi con comprovata azione probiotica. Ed è una condizione più rara di quanto si pensi, soprattutto nelle produzioni comuni o casalinghe.

Probiotici o fermenti lattici?

Fermenti lattici e probiotici sono termini usati spesso come sinonimi, anche se in realtà non lo sono: le caratteristiche generali dei fermenti lattici non comprendono infatti le proprietà probiotiche, che sono presenti solo in alcuni casi.
I fermenti lattici sono semplicemente batteri in grado di fermentare gli zuccheri producendo soprattutto acido lattico. Non sono “tenuti” ad avere proprietà probiotiche, come quella della capacità di arrivare attivi all’intestino.
Un fermento lattico può quindi avere o non avere proprietà probiotiche, a seconda che – dopo aver fermentato gli zuccheri e prodotto acido lattico – sia o meno in grado di essere attivo a livello intestinale.

Quali scegliere e che cosa dice la scienza

Quando si parla di prodotti con probiotici, è facile pensare che “più ceppi = più benefici”. In realtà, la scelta non dipende dal numero, ma dalla qualità e dall’identità dei ceppi: le proprietà probiotiche sono infatti ceppo-specifiche e non tutti i fermenti presenti sono necessariamente efficaci. Anche l’interazione tra i diversi ceppi gioca un ruolo importante, quindi un prodotto con tanti ceppi non è automaticamente migliore.

La ricerca scientifica studia da anni il potenziale dei probiotici: inizialmente focalizzata sulla salute intestinale, si è progressivamente estesa alla risposta immunitaria e ad altri ambiti, come la salute cardiovascolare e mentale. Per questo, comprendere differenze e caratteristiche dei ceppi aiuta a fare scelte più consapevoli e orientarsi meglio nel mondo dei probiotici.

Probiotici come parte di uno stile di vita sano

Incorporare i probiotici nella tua routine quotidiana insieme a una dieta equilibrata e abitudini salutari può avere dei vantaggi: consumare alimenti con probiotici può infatti favorire l’equilibrio del microbiota nel tuo intestino. Una dieta equilibrata include una varietà di alimenti ricchi di fibre, vitamine e minerali, insieme a un’idratazione adeguata. Ciò fornisce i nutrienti necessari sia per il tuo corpo che per la tua flora intestinale.

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Sì, puoi assumerli in qualsiasi momento della giornata, quando preferisci, prima, durante o dopo i pasti, come parte integrante dell’alimentazione quotidiana.