La reazione chimica descritta non ha effetti benefici solo sull’umore, ma anche sull’apprendimento e in particolare sui più piccoli, nei quali migliora la capacità di memorizzare.
I ricercatori dell’Università Bicocca di Milano, insieme agli studiosi del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), hanno scoperto che la musica aumenta la capacità di concentrazione, apprendimento e di lettura soprattutto nei bambini.
Il risultato è emerso da due test separati in cui si sono potuti osservare i modelli di attività cerebrale in un primo gruppo, costituito da bambini musicisti e in un secondo gruppo di non musicisti. Entrambi i gruppi sono stati coinvolti in una serie di test di lettura e memoria attraverso testi e immagini o concetti proiettati a video. Mediante l’applicazione di una tecnica di neuro-immagine elettromagnetica è stato osservato che durante l’analisi di simboli alfabetici o numerici i bambini privi di conoscenze musicali attivavano solo le regioni del cervello dedicate al linguaggio e alla parola situata nell’emisfero di sinistra, mentre nei musicisti queste regioni si attivavano su entrambi gli emisferi.
L’osservazione di questo processo ha permesso di evidenziare come la musica favorisca nei bambini una maggiore flessibilità mentale e quindi anche una miglior abilità nella lettura, nel linguaggio e di memoria.